giovedì 14 aprile 2016

L'anatra, la morte e il tulipano

Ancora una volta un albo così limpidamente giusto nel dosare illustrazione e parola da mettere persino in imbarazzo all'idea di non scriverne abbastanza bene.
 L'anatra vive la sua vita di anatra, un giorno le si presenta la morte.
Morte e anatra cominciano a parlare, Morte accompagna anatra con la delicatezza di chi aspetta, con la forza di desidera esserci per te in un momento particolare. Un giorno in cui anatra è pronta, in cui sente tanto freddo, la Morte si stende e la abbraccia. Poi la consegna al fiume. "La morte quasi si rattristò, Ma così era la vita. "



Wolf Elbruch
L'anatra, la morte e il tulipano
Edizioni E/O




mercoledì 13 aprile 2016

Jack e la morte

Jack e la morte, basta guardare il titolo e la maggior parte delle persone mi guarda come a dire, che no, così asplicito non è adatto a un bambino. Un po' come accade per L'anatra, la morte e il tulipano. Eppure, è di libri così che si ha bisogno, perchè la metafora è straordinaria proprio quando si conosce la realtà, ma a volte per la realtà si ha bisogno di quello straordinario strumento che è il nome. Non è un caso che in Harry Potter il male non sia pronunciato, non è un caso che dentro abbia la parola morte. Ci ritiriamo dal pronunciare quello che una volta detto sarebbe reale. Eppure questo reale porta il sorriso. Apparso finora solo in raccolte Jack e la Morte è il racconto di un bambino che cerca di imbrogliare la morte, venuta a prendere sua madre, la intrappola, e il mondo intorno comincia a deperire. La madre, che conosce il suo bambino, capisce che questo ha a che fare con lui, e lo guida a comprendere quanto lui debba lasciarla andare, quanto la morte sia parte della vita. Non vi svelo il finale, ma posso assicurarvi che finisce con una manciata di lacrime e un sorriso, il più naturale dei sorrisi.

Tim Bowley e Natalie Pudalov
Jack e la morte
Logos

Tutta sua madre

A volte nella vita accadono cose piccole. E incontri magici. Ognuno di noi forse, ne ha qualcuno. A Siobhan, che vive sola col papà da quando la mamma è morta, un giorno di tristezze fatto come uno di quei giorni in cui senti che stai dimenticando, accade di incontrare al parco una signora che le da due messaggi, il primo è per lei, per imparare a trovare sua madre nelle cose piccole, guardandosi allo specchio, guardandosi crescere, diventando madre. Del secondo si ricorderà solo un giorno con la sua bambina, e sarà di dire a suo padre si infilarsi una piuma nelle mutande. Insomma di non essere troppo serio. E da quel giorno sembra che Ellen, sua figlia, diventata adulta, giri sempre con una borsa di piume, nel caso si incontrino uomini troppo seri.
L'ironia straordinaria e delicata di un grande scrittore come Roddy Doyle e le illustrazioni lievi di Freya Blackwood, un albo che merita sfogliare, nella vita.

Roddy Doyle- Freya Blackwood
Tutta sua madre
Salani

Il mio maialino Amarillo

Pablito ha un maialino, un maialino giallo, che quindi ha chiamato Amarillo. Sono inseparabili, ogni giorno Pablito torna a casa e gioca con Amarillo. Un giorno Pablito torna a casa e Amarillo non è pronto ad accoglierlo. Amarillo è sparito, nella povertà del Guatemala forse qualcuno ha preso Amarillo e non ha pensato che fosse il maialino speciale di qualcuno. Ma in risposta alla tristezza di Pablito il nonno gli parlerà degli acquiloni che in guatemala vengono fatti e lasciati volare nel giorno dei morti. E Pablito troverà un modo per salutare Amarillo.

Satomi Ichikawa
Il mio maialino Amarillo
Babalibri
”Qui da noi, quando le persone sono tristi e non riescono a consolarsi come te, sai cosa fanno? Mandano un messaggio in cielo. - Ma come? disse Pablito – Fanno volare via un aquilone in cielo, il giorno dei morti ” - See more at: http://bookavenue.it/piccoli-lettori-crescono/item/421-il-mio-maialino-amarillo-quanto-dura-una-vita.html#sthash.DJjcTbVH.dpuf
”Qui da noi, quando le persone sono tristi e non riescono a consolarsi come te, sai cosa fanno? Mandano un messaggio in cielo. - Ma come? disse Pablito – Fanno volare via un aquilone in cielo, il giorno dei morti ” - See more at: http://bookavenue.it/piccoli-lettori-crescono/item/421-il-mio-maialino-amarillo-quanto-dura-una-vita.html#sthash.DJjcTbVH.dpuf

Siamo tutti fatti di molecole

Cosa accade quando si cerca di andare avanti rispetto alle difficoltà della vita? Alle volte accade che per caso le carte di tante vite si mescolino. Un papà vedovo e una mamma separata, un figlio lui, una figlia lei. Il figlio geniale e ipersensibile, la ragazzina con la stoffa della leader e mille fragilità nascoste. Quando i due adulti decidono di mettere insieme le cose non sarà poi così facile. Ma accadono delle alchimie strane quando le persone si incontrano, si studiano, si guardano dentro. C'è la coperta che sa ancora della mamma per lui, nella quale se siamo tutti fatti di molecole ci sarà ancora un pochino della mamma rimasto attaccato, c'è la presenza affettuosa e difficile del papà per lei, e di un segreto grande da perdonare. Ci sono lutti o perdite difficili da raccontare quanto è difficile per li altri accoglierne la confindenza. Ma ci sono maestri di scrittura capaci di inserire tutto questo nel turbinio di una storia di famiglia e di scuola, fatta anche di grandi ironie. Da provare per credere.
Susin Nielsen
Siamo tutti fatti di molecole

Il castoro

martedì 12 aprile 2016

Wishgirl

A differenza di un sottotitolo che occhieggia alla malattia, questo libro è un romanzo straordinario sulla definizione del sé, sulla crescita, sulla difficoltà di relazione con il mondo adulto e di costruire e affermare la propria indipendenza. Tutto questo in uno scenario di personaggi veri e forti, e in un paesaggio di prati e foresta che ascoltano il muoversi del mondo umano in una relazione densa, empatica, fantastica eppure reale. E sì, in uno scenario come questo ci sono delle grandi domande sulla malattia, su una malattia che rischia di cancellare ricordi per poter far guarire, un libro forte, destinato a porre grandi domande e a lasciare con la sensazione di essere stati coccolati dalla delicatezza delle parole. Peter e Anne , lui che scappa da una casa troppo affollata, lei da troppe attenzioni e sì, selvaggia e viva come è,  è una ragazza di Wish, o meglio di Make-a-wish, l'Associazione che fa realizzare un desiderio ai bambini il cui tempo di vita si crede sia limitato e non potranno divenire adulti. Una wishgirl con dentro una leucemia che può provare a sconfiggere solo con una operazione che cancellerà però la persona che è divenuta in dodici anni, e con pensieri di fuga e di libertà. Ma quanta libertà si può avere del decidere della propria vita e della propria morte a dodici anni?

Nikki Loftin
Wishgirl
Mondadori

Petite

Pubblicato per la prima volta nel 1995 con il titolo Piccola nella collana Frontiere di EL questo romanzo torna con tutta la sua forza, a raccontare la fragilità di una tredicenne che guarda il suo corpo e lo rifiuta, una storia di una anoressia raccontata con la bellezza cruda della verità, quella che si cela dietro fiumi di bugie e di occhi appannati, della testardaggine e del senso profondo di inadeguatezza. Un libro onesto, senza buonismi e senza sconti, che vibra di vita.

Geneviève Brisac 
Petite
Piemme